Si sente spesso parlare di criptovalute e più precisamente l’accostamento che più di sovente viene fatto riguarda il Bitcoin.
Il Bitcoin quindi è una criptovaluta, ovvero una valuta digitale, abbreviata con la sigla BTC, creata nel 2009 da un inventore anonimo, conosciuto ai più con l’acronimo di Satoshi Nakamoto.
Essendo di diritto la prima criptovaluta nata, il termine Bitcoin indica anche la tecnologia e la rete utilizzata per il suo scambio e creazione. Tecnicamente, dal punto di vista finanziario, il Bitcoin non viene definito propriamente una moneta, bensì una riserva di valore tra l’altro molto volatile.
Questo è spiegabile anche dal modo in cui agisce rispetto alle valute tradizionali. Difatti il Bitcoin non si affida ad un ente centrale o mediante complessi meccanismi finanziari, ma il suo valore è unicamente basato sulla leva di domanda e offerta.
Per fare questo vengono tracciati tutti i nodi della rete, così da monitorare ogni singolo scambio mediante un database.
Sfrutta altresì la crittografia per gestire la parte finzionale, ovvero la generazione di nuova moneta e l’attribuzione del Bitcoin al nuovo proprietario in sede di scambio.
Possiamo riassumere più semplicemente il Bitcoin come una valuta digitale che, ad oggi, vede il suo valore oscillare parecchio, e tale valore è determinato dalla relazione tra domanda e offerta.
Ad oggi è utilizzabile solo in minima parte per effettuare pagamenti, ma ci si aspetta nel prossimo futuro una sua sempre più vasta diffusione.
Il numero totale di Bitcoin è stato fissato a 21 milioni. Questo vuol dire che, allo stato attuale, entro 136 anni si arriverà al limite di Bitcoin prodotti.
Come vengono prodotti i bitcoin (il Mining)
Per generare Bitcoin serve una grande potenza di calcolo. La rete Bitcoin genera e distribuisce in modo assolutamente casuale un ammontare generico di monete ai vari client. Questo avviene all’incirca sei volte all’ora.
I client devono ovviamente prendere parte alla rete in modo attivo. Per fare questo, devono mettere al servizio della rete la propria potenza di calcolo per la gestione e la sicurezza della rete stessa.
La potenza di calcolo che ogni sistema mette in gioco per produrre i Bitcoin viene definita Mining, traducibile in italiano come “estrazione”, un po’ come i pionieri dell’oro all’epoca delle grandi estrazioni. Inizialmente, l’estrazione era confinata alla sola potenza di calcolo delle CPU dei dispositivi connessi alla rete.
Tuttavia, con l’aumento della potenza di calcolo totale della rete, e con l’aumentare della concorrenza nella generazione di Bitcoin, tale funzionalità è stata rimossa, soppiantata dall’utilizzo della potenza di calcolo delle GPU e delle FPGA.
Queste usano hardware dedicato basato su processori ASIC, progettati appositamente per questo scopo.
Oggi come oggi terminare i blocchi richiede potenze di calcolo ed energetiche altamente dispendiose, quindi i vari minatori si riuniscono in aggregazioni denominate “mining pool”, dove ognuno porta il suo contributo in termini di mining e tutti si ricerca un obiettivo comune, ovvero minare fino a chiudere i blocchi e quindi guadagnare molti bitcoin. Questo anche in conseguenza della già citata concorrenza molto alta.
Basta cercare sul Web, e vi renderete conto di quando possa essere oneroso di per sé un Bitcoin ASIC Miner dotato di ottima potenza di calcolo, e potete anche immaginare i costi di operatività. Dunque, unendosi in mining pool, questi costi vengono in parte ammortizzati garantendo comunque una fonte di guadagno.
Ricordiamo infatti che esistono siti grazie ai quali è possibile scambiare Bitcoin con valuta corrente, come Euro o Dollari, dunque non si tratta di un semplice guadagno “fittizio”.
Vale la pena porre l’attenzione anche su un particolare: rispetto ai mercati finanziari tradizionali, il valore di Bitcoin non può essere controllato, e questo è spiegabile mediante la sua natura decentralizzata.
Questo è spiegabile grazie alla metodologia di creazione della valuta stessa, che viene generata dalla rete di minatori, e non da un punto centrale e unico.
Questo appunto fa si che il suo valore sia particolarmente instabile, almeno finora, ma che con una sempre crescente presenza di minatori possa probabilmente trovare in futuro maggiore stabilità, unita alla maggior presenza di domanda e offerta.
Il Bitcoin: la criptovaluta più scambiata
Grazie anche alla sua grande popolarità, oltre ad essere stata la prima criptovaluta esistente, il Bitcoin rimane senza dubbio oggigiorno la criptovaluta più scambiata tra tutte le cripto esistenti
Questo le permette di avere un grande valore sul mercato, seppur piuttosto variabile, ma che attualmente oscilla tra i 40000 ed i 50000 Dollari.
Certo, per arrivare a simili accumuli di Bitcoin servono potenze di calcolo molto elevate, ma fortunatamente come già detto, esistono servizi che permettono di vendere Bitcoin per ottenerne valuta corrente, ma permettono anche il contrario, dunque di acquistare Bitcoin. Così facendo, si potrebbe anche pensare ad una sorta di investimento, sfruttando il momento giusto per rivenderli, oppure iniziare da lì e minare Bitcoin fino a raggiungere cifre interessanti.
Sicuramente il Bitcoin è e rimane una fonte d’investimento parallela ai mercati finanziari tradizionali, e che può permettere di avere particolare fortuna come all’opposto metterci di fronte a forti rischi.
Ma, vista la sua sempre crescente attenzione nel mondo finanziario e non, è comunque un mercato da tenere sotto osservazione e, perché no, affrontare magari senza impegnare cifre importanti, forte della sua grande ascesa.




