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Cosa sono gli NFT

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NFT

Tra le nuove tecnologie che stanno catturando l’attenzione degli investitori e degli amanti di questo mondo in generale ci sono certamente gli NFT.
Si tratta di una metodologia unica nel suo genere che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo delle opere digitali, in quanto con gli NFT si riesce ad avere un certificato di proprietà e di conseguenza dare unicità al contenuto.
Naturalmente è opportuno approfondire l’argomento per capire nello specifico cosa si intende per NFT e quali sono le potenzialità di questo strumento.

Cosa sono gli NFT?

Gli NFT si possono definire come dei token non fungibili, che hanno lo scopo di certificare la proprietà delle opere digitali.

NFT sta per NON Fungible Token

Tale non fungibilità dei token è di estrema importanza, in quanto si tratta dell’elemento che è in grado di differenziare gli NFT dai beni intercambiabili come il denaro o le criptovalute.
Questa tipologia di token trova diversi campi di applicazione, ma il settore in cui è stato utilizzato per la prima volta è quello dell’arte. La procedura avviene attraverso la tecnologia blockchain.
In realtà chi acquista un’opera d’arte digitale che è strettamente legata a un NFT non è principalmente interessato all’opera nello specifico, ma piuttosto all’opportunità di dimostrare un diritto su quella particolare opera. Tale diritto, garantito attraverso uno smart contract, rappresenta una prova di autenticità e di proprietà dell’opera.
Questa tecnologia ha, sicuramente, rivoluzionato il mondo dell’arte, costringendo gli appassionati e gli investitori di questo settore a informarsi adeguatamente per continuare a operare nella maniera più conveniente in questo campo.

Come funzionano gli NFT?

Un NFT non è nient’altro che un’immagine, un brano, una gif, un tweet o un video che, dopo essere stato creato dall’autore, viene convertito tramite un codice denominato hash.
Insomma, si crea una stringa formata dai soli caratteri 0 e 1 che va a sostituire il file che corrisponde all’oggetto multimediale che si intende convertire. Tale operazione prende il nome di hashing e la stringa derivante da questa trasformazione viene definita hash.

Quest’ultima viene inserita e memorizzata su una blockchain, attraverso l’associazione di una marca temporale.
Successivamente, all’interno dell’NFT creato si vanno a memorizzare tutte le tracce derivanti dalle operazione dell’hash, che segnano la storia dell’oggetto digitale. Infatti, grazie a questo processo si riescono ad avere tutte le informazioni necessarie per risalire all’autore dell’opera.
Seguendo questo processo si riesce, quindi, a garantire l’autenticità dell’opera e di conseguenza a certificare la proprietà dell’oggetto digitale registrato tramite NFT.
La tecnologia della Blockchain è di fondamentale importanza in questo metodologia, perché grazie alla stessa si riesce a garantire sicurezza e affidabilità; infatti, attraverso l’uso della crittografia i dati inseriti all’interno della struttura si possono considerare immutabili.
In definitiva, si può affermare che il contenuto inserito con questa tecnologia non può essere mai modificato o cancellato, facendo in modo che l’NFT creato diventi un oggetto virtuale in grado di essere allo stesso tempo unico e inimitabile.

Si può investire negli NFT?

Il mercato degli NFT sta riscontrando particolare successo negli ultimi tempi, visto che si tratta di una delle forme di investimento più interessanti.
Come già accennato in precedenza, coloro che desiderano operare nella compravendita delle opere d’arte sono ormai sempre più propensi a muoversi nel mondo del digitale, anche se in realtà con gli NFT non si diventa proprietario dell’opera ma si acquista il diritto dell’oggetto virtuale.
Per effettuare l’acquisto di un’opera digitale è obbligatorio che la compera avvenga attraverso le criptovalute, in quanto gli NFT sono strettamente legati alla tecnologia della blockchain.
Inoltre, è doveroso sottolineare che la compravendita degli NFT avviene su dei marketplace di riferimento.

In queste piattaforme si ha la possibilità sia di acquistare degli oggetti virtuali a prezzo fisso sia di comprare degli NFT tramite delle apposite aste.
Ad ogni modo prima di iniziare a operare in questo settore è fondamentale creare il proprio portafoglio elettronico sul quale è possibile accreditare le criptovalute.

Naturalmente, si ha l’opportunità di scegliere la piattaforma che più si addica ai propri obiettivi.
Una volta ricaricato il proprio portafoglio con il numero di criptovalute desiderato si può procedere all’acquisto del proprio NFT.
Per avere il successo sperato è doveroso muoversi in questo mondo con le giuste conoscenze, in quanto delle operazioni sbagliate possono portare a delle perdite economiche considerevoli.
Per tale motivo è consigliabile approfondire l’argomento nel migliore dei modi prima di iniziare a investire del capitale, facendosi affiancare, almeno inizialmente, da esperti del settore.

Metaverso: cos’è e come si entra

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il metaverso

Sono sempre più le persone convinte del fatto che il metaverso possa cambiare in maniera importante le abitudini quotidiane, visto che tale sistema viene definito in alcune occasioni come una versione evoluta di internet.
Infatti, lo scopo è quello di mettere a disposizione degli utenti un vero e proprio mondo virtuale, andando ad aumentare i servizi attualmente disponibili sul web.
Si tratta di costituire un internet che sia più immersivo, in grado di offrire uno spazio virtuale condiviso in cui gli utenti sono rappresentati da personaggi non reali, come gli avatar.
Tale mondo virtuale viene visto come un vero e proprio universo parallelo, dove è possibile interagire costantemente con gli altri utenti.

In questo modo si ha la possibilità di possedere degli oggetti virtuali e di mettere a disposizione le proprie creazioni.
Insomma, si avrà l’opportunità di navigare tra i vari siti internet in maniera del tutto diversa da come avviene in questo momento, in quanto si avrà la sensazione di trovarsi fisicamente in quel luogo, mentre in realtà si è comodamente seduti sul proprio divano.
Tutto ciò ha attirato l’attenzione di numerosi marchi, che certamente non vogliono farsi trovare impreparati quando questa nuova innovazione prenderà piede.

Come entrare nel metaverso?

In realtà, rispetto a quello che potrebbero pensare in molti, risulta essere abbastanza semplice entrare all’interno del metaverso, in quanto il sistema è studiato per essere accessibile a tutti, in modo tale da avere fin da subito diversi utenti che interagiscono in questa maniera.
Infatti, per accedere al metaverso è necessario essere in possesso di un qualsiasi dispositivo elettronico in grado di connettersi a internet ed effettuare la registrazione a un sito o a una piattaforma che faccia parte di questo mondo.
Naturalmente, per far in modo che l’esperienza sia quanto più avvincente possibile è consigliabile utilizzare un computer di ultima generazione, in grado di garantire delle performance di tutto rispetto. Il tutto deve essere associato a una connessione stabile e veloce, in modo tale da evitare dei fastidiosi rallentamenti.
Sono, inoltre, disponibili in commercio diversi accessori, ideati con lo scopo di rendere ancora più entusiasmante questa esperienza.

Il visore è necessario per entrare nel Metaverso?

Come già descritto in precedenza, l’accesso al metaverso avviene esclusivamente attraverso internet. Ciò ci fa dedurre che l’utilizzo del visore non è estremamente necessario per interagire in questo innovativo sistema.
In realtà, quest’ultima affermazione è vera a metà, in quanto senza l’ausilio di tale dispositivo non è possibile utilizzare buona parte dei servizi disponibili.
In definitiva, coloro che desiderano sfruttare tutte le potenzialità del metaverso devono necessariamente dotarsi sia di un visore sia di altre componenti utili a tale fine, mentre le persone che vogliono avere un primo approccio con il mondo virtuale offerto dal metaverso possono anche fare a meno, in una fase iniziale, degli occhiali che offrono una realtà aumentata.

La Nike e altri brand credono nel metaverso

Sono diversi i marchi che credono fortemente nel metaverso, tanto che stanno già dedicando parte dei propri fondi allo sviluppo delle tecnologie necessarie per far in modo da conquistare la leadership anche nel mondo del virtuale.
Tra i vari brand spicca tra tutti la nota azienda americana Nike, che sembra aver presentato una domanda ufficiale nello scorso ottobre per creare dei prodotti digitali non scaricabili da utilizzare negli ambienti virtuali.

Non solo Nike ma anche Adidas, GAP e molti altri brand di fama mondiale stanno iniziando la loro avventura nel metaverso
Oltre alla creazione di calzature, la Nike è intenzionata a produrre degli oggetti virtuali che vanno a interessare diversi campi: abbigliamento, copricapo, occhiali, borse, borse sportive, zaini, attrezzature sportive, arte, giocattoli.
Lo scopo dell’azienda americana è, quindi, quello di imporsi come marchio sportivo di riferimento nel mondo del virtuale, anticipando di gran lunga la concorrenza agguerrita.
Un altro indizio della veridicità di tale notizia viene fornito dagli annunci di proposte di lavoro nel campo delle mansioni virtuali presenti sui vari canali social della Nike.

Blockchain: cos’è e come funziona

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blockchain

La Blockchain, a volte indicata come Distributed Ledger Technology (DLT), serve a rendere lo storico di qualsiasi risorsa digitale inalterabile e trasparente attraverso l’uso del decentramento e dell’hashing crittografico.

È un sistema che si basa su un registro distribuito, e più nodi di una rete possono leggerlo e modificarlo. La tecnologia Blockchain consente a un gruppo collettivo di partecipanti selezionati di condividere dati.

Potremmo definire la Blockchain come un registro di contabilità condiviso e immutabile che facilita il processo di registrazione delle transazioni

Con i servizi cloud Blockchain, i dati transazionali provenienti da più fonti possono essere facilmente raccolti, integrati e condivisi. Suddivisi in blocchi, i dati vengono concatenati assieme a identificatori nella forma di hash crittografici.

Esistono tre tipologie di blockchain. La blockchain pubblica, o senza autorizzazione, è quella in cui chiunque può partecipare senza restrizioni. Una blockchain privata o autorizzata consente invece alle organizzazioni di impostare controlli su chi può accedere e solo gli utenti a cui sono concesse le autorizzazioni possono accedere a specifici set di dati.

Un consorzio di blockchain è infine una rete in cui il processo di consenso (processo di mining) è strettamente controllato da un insieme preselezionato di nodi o da un numero preselezionato di stakeholder. La blockchain fornisce l’integrità dei dati attraverso un’unica fonte di verità, eliminandone la duplicazione e aumentando la sicurezza.

In un sistema blockchain, vengono prevenute le frodi e la manomissione dei dati perché non possono essere modificati senza il permesso di un quorum delle parti.

Un registro blockchain può essere condiviso, ma non modificato.

Se qualcuno tenta di modificare i dati, tutti i partecipanti verranno avvisati e sapranno chi ha effettuato il tentativo. Bisogna pensare a una blockchain come a una memoria storica di transazioni.

Ogni blocco è concatenato al blocco precedente in una sequenza e viene registrato in modo immutabile su una rete peer-to-peer.

La tecnologia di affidabilità e sicurezza crittografica applica un identificatore univoco a ciascuna transazione.

Fiducia, responsabilità, trasparenza e sicurezza sono consolidate nella catena.

Ciò consente a molte tipologie di organizzazioni e partner commerciali di accedere e condividere i dati. È una fiducia basata sul consenso di terze parti.

A cosa può servire la blockchain per tutti i giorni

Qualsiasi azienda o società che necessita di un registro delle transazioni sicuro, in tempo reale e condivisibile può trarre vantaggio da questa tecnologia.

Non esiste un unico sistema in cui tutto è archiviato, quindi è garantita una maggiore sicurezza.

L’uso della tecnologia blockchain dovrebbe aumentare in modo significativo nei prossimi anni. Questa tecnologia rivoluzionaria è considerata sia innovativa che dirompente perché cambierà i processi aziendali esistenti con efficienza, affidabilità e sicurezza ottimizzate.

Quindi la blockchain, per il lavoro di tutti i giorni, può servire non solo a consentire il monitoraggio e la tracciabilità costante senza interruzioni lungo la catena di approvvigionamento, ma anche a eliminare i data silos, integrando i dati in un sistema tramite un registro distribuito condiviso all’interno di una rete a cui possono accedere le parti autorizzate.

I blocchi di dati blockchain sono archiviati sui nodi, le unità di archiviazione che mantengono i dati sincronizzati o aggiornati.

Ogni nodo può stabilire in maniera veloce se un blocco è stato modificato dal momento in cui è stato aggiunto.

Quando un nuovo nodo completo si unisce alla rete blockchain, scarica una copia di tutti i blocchi presenti sulla catena. Dopo che il nuovo nodo si sincronizza con gli altri nodi, può ricevere qualsiasi nuovo blocco.

Blockchain e cripto economy

La criptoeconomia riunisce i campi dell’economia e dell’informatica, e studia i mercati e le applicazioni decentralizzati che possono essere costruiti combinando la crittografia con incentivi economici.

Si concentra sul processo decisionale individuale e sull’interazione strategica tra i diversi partecipanti in un ecosistema digitale.

Utilizza anche metodologie economiche, come per esempio la teoria dei giochi, per capire come finanziare, progettare, sviluppare, facilitare le operazioni e incoraggiare l’adozione di mercati decentralizzati, relativi a servizi e risorse digitali.

L’uso più noto della blockchain è nelle criptovalute. Le criptovalute, o token, sono valute digitali, come Bitcoin, Ethereum o Litecoin, che possono essere usate per comprare beni e servizi. Le criptovalute, così come una forma digitale di denaro, possono essere utilizzate per acquistare beni e servizi.

A differenza dei normali contanti, le criptovalute utilizzano la blockchain per fungere sia da registro pubblico che da sistema di sicurezza crittografica avanzato, quindi le transazioni online sono sempre registrate e protette.

La sicurezza delle blockchain rende il furto molto più difficile, infatti ogni criptovaluta ha il proprio numero identificativo che corrisponde a un proprietario.

Le criptovalute fanno in modo che non ci sia la necessità di avere valute personalizzate e banche centrali. Con le blockchain, le criptovalute possono essere inviate a ovunque nel mondo, senza aver bisogno di cambiare valuta o senza interferenze da parte delle banche centrali.

Le blockchain stanno sfidando l’attuale status quo dell’innovazione, consentendo alle aziende di sperimentare tecnologie innovative come la distribuzione di energia peer-to-peer o i moduli decentralizzati per i media.

Gli usi del sistema di contabilità si evolveranno solo con l’evolversi della tecnologia. Le economie digitali richiedono spesso la definizione di una politica monetaria, fiscale, della privacy e dell’innovazione.

Inoltre, hanno bisogno di una governance efficace per garantire che i manutentori della piattaforma possano aggiornare i protocolli software sottostanti nel tempo, in risposta ai cambiamenti nell’ambiente, nella tecnologia o nelle esigenze del mercato.

Cosa sono i Bitcoin

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bitcoin

Si sente spesso parlare di criptovalute e più precisamente l’accostamento che più di sovente viene fatto riguarda il Bitcoin.

Il Bitcoin quindi è una criptovaluta, ovvero una valuta digitale, abbreviata con la sigla BTC, creata nel 2009 da un inventore anonimo, conosciuto ai più con l’acronimo di Satoshi Nakamoto.

Essendo di diritto la prima criptovaluta nata, il termine Bitcoin indica anche la tecnologia e la rete utilizzata per il suo scambio e creazione. Tecnicamente, dal punto di vista finanziario, il Bitcoin non viene definito propriamente una moneta, bensì una riserva di valore tra l’altro molto volatile.

Questo è spiegabile anche dal modo in cui agisce rispetto alle valute tradizionali. Difatti il Bitcoin non si affida ad un ente centrale o mediante complessi meccanismi finanziari, ma il suo valore è unicamente basato sulla leva di domanda e offerta.

Per fare questo vengono tracciati tutti i nodi della rete, così da monitorare ogni singolo scambio mediante un database.

Sfrutta altresì la crittografia per gestire la parte finzionale, ovvero la generazione di nuova moneta e l’attribuzione del Bitcoin al nuovo proprietario in sede di scambio.
Possiamo riassumere più semplicemente il Bitcoin come una valuta digitale che, ad oggi, vede il suo valore oscillare parecchio, e tale valore è determinato dalla relazione tra domanda e offerta.

Ad oggi è utilizzabile solo in minima parte per effettuare pagamenti, ma ci si aspetta nel prossimo futuro una sua sempre più vasta diffusione.

Il numero totale di Bitcoin è stato fissato a 21 milioni. Questo vuol dire che, allo stato attuale, entro 136 anni si arriverà al limite di Bitcoin prodotti.

Come vengono prodotti i bitcoin (il Mining)

Per generare Bitcoin serve una grande potenza di calcolo. La rete Bitcoin genera e distribuisce in modo assolutamente casuale un ammontare generico di monete ai vari client. Questo avviene all’incirca sei volte all’ora.

I client devono ovviamente prendere parte alla rete in modo attivo. Per fare questo, devono mettere al servizio della rete la propria potenza di calcolo per la gestione e la sicurezza della rete stessa.

La potenza di calcolo che ogni sistema mette in gioco per produrre i Bitcoin viene definita Mining, traducibile in italiano come “estrazione”, un po’ come i pionieri dell’oro all’epoca delle grandi estrazioni. Inizialmente, l’estrazione era confinata alla sola potenza di calcolo delle CPU dei dispositivi connessi alla rete.

Tuttavia, con l’aumento della potenza di calcolo totale della rete, e con l’aumentare della concorrenza nella generazione di Bitcoin, tale funzionalità è stata rimossa, soppiantata dall’utilizzo della potenza di calcolo delle GPU e delle FPGA.

Queste usano hardware dedicato basato su processori ASIC, progettati appositamente per questo scopo.

Oggi come oggi terminare i blocchi richiede potenze di calcolo ed energetiche altamente dispendiose, quindi i vari minatori si riuniscono in aggregazioni denominate “mining pool”, dove ognuno porta il suo contributo in termini di mining e tutti si ricerca un obiettivo comune, ovvero minare fino a chiudere i blocchi e quindi guadagnare molti bitcoin. Questo anche in conseguenza della già citata concorrenza molto alta.

Basta cercare sul Web, e vi renderete conto di quando possa essere oneroso di per sé un Bitcoin ASIC Miner dotato di ottima potenza di calcolo, e potete anche immaginare i costi di operatività. Dunque, unendosi in mining pool, questi costi vengono in parte ammortizzati garantendo comunque una fonte di guadagno.

Ricordiamo infatti che esistono siti grazie ai quali è possibile scambiare Bitcoin con valuta corrente, come Euro o Dollari, dunque non si tratta di un semplice guadagno “fittizio”.
Vale la pena porre l’attenzione anche su un particolare: rispetto ai mercati finanziari tradizionali, il valore di Bitcoin non può essere controllato, e questo è spiegabile mediante la sua natura decentralizzata.

Questo è spiegabile grazie alla metodologia di creazione della valuta stessa, che viene generata dalla rete di minatori, e non da un punto centrale e unico.

Questo appunto fa si che il suo valore sia particolarmente instabile, almeno finora, ma che con una sempre crescente presenza di minatori possa probabilmente trovare in futuro maggiore stabilità, unita alla maggior presenza di domanda e offerta.

Il Bitcoin: la criptovaluta più scambiata

Grazie anche alla sua grande popolarità, oltre ad essere stata la prima criptovaluta esistente, il Bitcoin rimane senza dubbio oggigiorno la criptovaluta più scambiata tra tutte le cripto esistenti

Questo le permette di avere un grande valore sul mercato, seppur piuttosto variabile, ma che attualmente oscilla tra i 40000 ed i 50000 Dollari.

Certo, per arrivare a simili accumuli di Bitcoin servono potenze di calcolo molto elevate, ma fortunatamente come già detto, esistono servizi che permettono di vendere Bitcoin per ottenerne valuta corrente, ma permettono anche il contrario, dunque di acquistare Bitcoin. Così facendo, si potrebbe anche pensare ad una sorta di investimento, sfruttando il momento giusto per rivenderli, oppure iniziare da lì e minare Bitcoin fino a raggiungere cifre interessanti.
Sicuramente il Bitcoin è e rimane una fonte d’investimento parallela ai mercati finanziari tradizionali, e che può permettere di avere particolare fortuna come all’opposto metterci di fronte a forti rischi.

Ma, vista la sua sempre crescente attenzione nel mondo finanziario e non, è comunque un mercato da tenere sotto osservazione e, perché no, affrontare magari senza impegnare cifre importanti, forte della sua grande ascesa.

Cosa sono le Criptovalute

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le criptovalute

Bitcoin, Ethereum o Dogecoin sono solo alcuni dei nomi delle criptovalute più note al mondo la cui diffusione, grazie alla tecnologia blockchain, ha attirato l’attenzione su di loro sia da chi ne appoggia il valore, sia da chi le vede come una minaccia.

Ma andiamo più nel dettaglio.

Cosa sono le criptovalute?

Le criptovalute, in buona sostanza, sono valute digitali che si avvalgono di metodi di crittografia per agevolare e salvaguardare le transazioni.

Si tratta, in poche parole, di una struttura decentralizzata in cui, per mezzo della tecnologia blockchain, la famosa blockchain di cui parlano tutti gli economisti del mondo, ogni agente della rete assicura l’affidabilità e la sicurezza delle transazioni, pur non utilizzando il classico schema di banca centrale.

In sostanza, le criptovalute rendono poco utile il ruolo svolto dall’intermediario nelle varie transazioni, accelerando i processi di scambio all’interno di un sistema in cui a tutti gli utenti interessa dare garanzia del regolare meccanismo della rete.

Il sistema delle criptovalute oggi si è diffuso enormemente, tanto che molte persone quotidianamente investono in criptovalute, grazie anche al fatto che il valore di mercato di molte di esse è lievitato in modo significativo negli ultimi anni.
Tra quelle con più alta capitalizzazione di mercato ci sono Bitcoin, Dogecoin e Ethereum, che sono anche quelle più utilizzate.

Esistono più criptovalute?

Litecoin, Dash sono altri esempi delle oltre 1600 criptovalute esistenti, che spingono sempre più uomini e donne a investire e rendere redditizio il proprio patrimonio, scommettendo su una valuta completamente digitale.

Ciò che differenzia una criptovaluta dall’altra è il funzionamento, il modo in cui è possibile acquistarle o venderle. Secondo gli economisti, il loro meccanismo cambia perchè ogni criptovaluta ha un proprio algoritmo, che si occupa di gestire il numero di nuove unità che vengono emesse ogni anno.

A loro volta utilizzano crittografie diverse che, oltre a garantirne la proprietà, rendono più sicure le transazioni, facendo si che diventi quasi impossibile effettuare copie delle valute virtuali conservate nei portafogli digitali.

Il funzionamento di ciascuna di queste criptovalute è totalmente digitale, tuttavia esse svolgono la funzione di una normale valuta, per cui- come qualsiasi altro strumento di pagamento – possono essere utilizzate per acquistare prodotti e servizi.

E nonostante il loro uso si sia diffuso e sia impiegato sempre più frequentemente nelle principali piattaforme di e-commerce, queste non sono regolamentate da alcun ente finanziario in nessun paese del mondo.

Eppure sempre più aziende ne accettano e ne promuovono l’uso, in diversi settori economici come quello immobiliare, quello turistico q quello automobilistico, tra gli altri, tanto che molte aziende hanno iniziato ad accettare pagamenti in criptovaluta, in collaborazione con fornitori di servizi di pagamento di criptovaluta.

Bitcoin è la criptovaluta più famosa

Quando il CEO di Tesla, Elon Musk, ha annunciato in un tweet di aver acquistato bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari e di aver pensato di accettarlo come forma di pagamento, il prezzo della criptovaluta, e il suo valore, è salito alle stelle.

Ma cosa sono i Bitcoin?

Bitcoin è un tipo di criptovaluta, che viene sempre più usata come strumento di scambio commerciale e impiegato come riserva di valore, per acquistare prodotti o come strumento di investimento. Bitcoin viene utilizzato anche per effettuare pagamenti rapidi ed evitare commissioni di transazione.

Non esiste fisicamente come moneta e nessun paese ne controlla il valore, si tratta, infatti, di denaro virtuale il cui prezzo, tra impennate e crolli improvvisi, è in continua evoluzione. La grande differenza è che il suo prezzo è molto più volatile e sale e scende in relazione a come si muove il mercato.

Il suo funzionamento è complesso: ogni bitcoin contiene un codice che viene memorizzato in un portafoglio digitale, su un telefono cellulare o su un computer, con chiave privata.
Le persone possono inviare o ricevere bitcoin (o parti di essa) da altri individui o aziende.

Questa criptovaluta, come le altre, si basa su una rete decentralizzata di computer che ha nodi sparsi in tutto il mondo con copie di tutte le transazioni effettuate.

Questa rete è chiamata “blockchain” o catena di blocchi. Questi blocchi o nodi sono collegati e protetti mediante crittografia.

Non è difficile ottenere un bitcoin. Se ne può acquistare uno (o una parte della valuta) usando del denaro. Esistono delle applicazioni scaricabili sui comuni telefoni cellulari che offrono la possibilità di acquistare bitcoin, facendo uso di fondi conservati nel proprio conto bancario.

Un altro modo per accumulare bitcoin è quello di ricevere il pagamento delle proprie vendite lasciando gli acquirenti la possibilità di pagare tramite questa criptomoneta. Come detto precedentemente, sono molte le aziende che oggi accettano questo tipo di pagamento o addirittura lo promuovono o lo scelgono come metodo di pagamento principale.

Un altro modo assai utile per avere bitcoin è quello di crearli.

Esiste un processo attraverso cui crearsi dei bitcoin definito mining bitcoin.

Il mining di bitcoin è, in poche parole, il processo di “estrazione”mediante il quale vengono immessi in circolazione nuovi bitcoin e viene eseguito utilizzando un hardware sofisticato, che risolve problemi di matematica computazionale assai complesso.

Si tratta di una sorta di sfida tra computer: il primo che trova la soluzione al problema si aggiudica il successivo blocco di bitcoin e il processo ricomincia.

Il crescente interesse di grandi investitori e individui nell’acquisto di bitcoin è accelerato negli ultimi due anni, in quanto proprio le grandi aziende hanno aperto loro le loro porte e il fatto che anche i fondi di capitale di rischio stanno investendo nella valuta indica che in futuro ci sarà un ulteriore crescita di questa criptomoneta.

Coloro che si impegnano in queste attività sono chiamati minatori. (miner)
I minatori lavorano con computer molto potenti che operano attraverso un sistema di ricompensa automatico che premia le persone che confermano le transazioni degli utenti che compongono la rete.